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DA BILL 05: BERLINO AND BLUE AND JOY
Daniele Sigalot

Daniele Sigalot e Fabio La Fauci hanno lavorato per anni in pubblicità. Oggi come Blue and Joy sono un duo tra i più quotati dell’arte contemporanea. In questo estratto Daniele ci racconta la Berlino in cui vive. Capitale creativa d’Europa? Insomma. Il quadro è un po’ più scoraggiante. Il resto dell’articolo è su Bill 05.

Klaus Wowereit, sindaco socialista e omosessuale di Berlino, ha coniato per la città che governa da ormai tre mandati uno slogan che è diventato un marchio:  Berlin ist arm, aber sexy. Ovvero Berlino è povera ma sexy. La cantante Lail Arad quest’estate ha lanciato il singolo “Everyone is moving to Berlin” ed è stato subito un successo. Perché la canzone era ben fatta, ma soprattutto è vero, tutti si trasferiscono a Berlino. E la ragione l’ha spiegata il sindaco, la città costa poco.

Ecco qui il segreto di Berlino. Tutto il resto sono perline colorate per gli indigeni.  Berlino capitale della creatività ed epicentro dell’arte? Falso, come l’autunno di questa città che è solo un inverno zelante e sempre in estremo anticipo.  Berlino è sicuramente la capitale della club-culture, ma la parola cultura accanto a la parola club è già molto indicativa. La capitale più giovane d’Europa è si piena di creativi, artisti, designer, stilisti, registi, attori, dj, musicisti, etc.. ma questo non significa che qualitativamente nessuno dei suddetti partecipi ad alzare l’asticella della fantasia di questa città sopra quella di altre metropoli. Anzi se fossi il sindaco, per il quarto mandato proverei ad aggiungere una postilla: Berlino è pigra. I numeri lo dicono chiaramente: il 20% dei Berlinesi vive grazie al sussidio di disoccupazione. Più a sud, nella produttiva e laboriosa Bavaria, è solo il 5% a pesare sulle spalle dello stato.

Il tasso di disoccupazione a Berlino è del 17% (fonte The Guardian), mentre nel resto della Germania è al 6,6%. Se sulla capitale tedesca invece del temibile e glaciale Burian, un vento che nasce sugli Urali e scende verso il sud con furia cosacca, soffiasse il Ponentino, e al posto del kurrywurst il piatto locale fossero le melanzane alla parmigiana, questa città avrebbe un indice di produttività da orario di siesta a Città del Messico. È vero, ci sono 500 gallerie d’arte, il numero più alto per una capitale europea, e forti agevolazioni per chiunque voglia aprire la 501esima, ma è altrettanto vero che la maggior parte di esse con una galleria vera condivide semplicemente il fatto di avere delle pareti.

Il resto è su Bill 05.

 

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