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DA BILL 06: LIBERO ADV IN LIBERA RUSSIA?
Francesco Simonetti

Sul nuovo Bill pubblichiamo uno speciale sulla pubblicità e sulla libertà d’espressione in Russia. Francesco Simonetti ha intervistato Andrey Gubaydullin, fondatore e direttore creativo della molto creativa Voskhod. Eccovi un estratto dall’intervista. Il resto è su Bill 06.

Come descriveresti la situazione politica in Russia, come creativo soffri limitazioni alla tua libertà d’espressione? 

Non abbiamo molta libertà in Russia, non è una cosa terribile ma un po’ sì. Diciamo che devi stare sempre attento non forzare la mano, a non esagerare. Però lontano da Mosca va un po’ meglio, ci sono meno problemi e più libertà. Ti faccio un esempio: noi abbiamo questo cliente, il sito di news e informazione locale URA.RU, e a un certo punto abbiamo deciso di fare questa campagna per loro. Uno dei problemi locali nella mia città sono le strade. Da poco ho comprato una bella macchina, una Bmw, e mi scoccia guidarla con tutte quelle buche.

In aprile, Putin cambia il governatore della regione, e nel suo primo discorso pubblico il nuovo governatore fa una promessa solenne: per la fine di aprile riasfalterò tutte le buche nelle strade. Passati tre mesi, a luglio, abbiamo deciso fare uscire la campagna.

Come si vede dal video-case che verrà presentato a Cannes 2013, quelli della Voskhod hanno decorato le buche con le facce dei politici, il governatore della regione, il sindaco e il vicesindaco di Yekaterimburg e accanto, fra virgolette, le loro promesse non mantenute. 

Per mettere a tacere la cosa il governatore il giorno dopo fa ridipingere in fretta gli affreschi stradali, ma peggiora le cose perché Andrey e i suoi riprendono la scena, quindi ridipingono le buche con le facce di prima e la frase “Avevate promesso di ricoprire le buche, non di ridipingerle!”. La notizia deflagra e il sito di informazione URA.RU e la sua iniziativa vanno su tutti i giornali.

Quando si sono resi conto che il pasticcio ormai era fatto, hanno cercato di bloccare il filmato su Youtube, ma naturalmente non ci sono riusciti. Quindi, ogni volta che la campagna per URA.RU vinceva un premio a qualche festival, un politico della regione mi chiamava al telefono per raccomandarmi di non fare troppa pubblicità alla cosa. Mi hanno anche mandato per ben due volte gli ispettori del fisco a controllare se l’agenzia fosse in regola con le tasse, non che avessi niente da nascondere, ma non mi era mai successo prima. Alla fine due mesi dopo l’uscita della campagna per URA.RU il governatore sì è comprato il sito che ogni giorno non smetteva di criticarlo. Così prima ha chiuso il sito e poi l’ha riaperto con altri giornalisti… Il vecchio team di URA.RU allora ha riaperto un nuovo sito e adesso stiamo di nuovo collaborando insieme…

L’intervista completa è su Bill 06.

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