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DA BILL 07: BARBELLA E GLI STUDENTI
Pasquale Barbella

Su Bill 07 si parla di Italia, e in contributi sono tanti. Pasquale Barbella per esempio racconta un suo sondaggio sugli studenti delle scuole di comunicazione. Che ha dato bei risultati. Ecco un brano dell’articolo. Il resto è su Bill 07.

Da quando la crisi si è fatta acuta cerco di incoraggiare, entro i dovuti limiti, anche l’iniziativa imprenditoriale, e adesso scopro con soddisfazione che i ragazzi ci han già pensato da soli: quasi la metà degli intervistati non esclude di aprire uno studio personale o di fondare una società, dopo aver fatto la necessaria esperienza al servizio di terzi. Alcuni (una minoranza) sono talmente determinati da aver già scelto da che parte stare: 3 su 58 specificano la ragione sociale dell’agenzia o dell’azienda in cui vorrebbero debuttare. Non so se ci riusciranno, ma è un buon segno: la selettività, anche se solo desiderata, è un efficace indicatore di maturità intellettuale. Nuova per me è anche la constatazione, o la riconferma, del fatto che i giovani di oggi hanno meno pregiudizi nei confronti degli “anziani” di quanti gliene vengano spesso attribuiti. Nutrivo già il sospetto che a fomentare polemiche generazionali (digital vs. tradizione) fossero più i cinquantenni che i ventenni.

(…) queste ragazze e questi ragazzi potrebbero diventare, nella media, professionisti migliori di coloro che li hanni preceduti: più aperti, più attrezzati, più orientati al sociale, meglio disposti ad affrontare gli ostacoli – sempre più ingombranti – che la realtà gli fa rotolare tra i piedi. I più coraggiosi si considerano già cittadini d’un mondo professionale senza frontiere, e i più engagé riescono a far combaciare la passione personale con aspirazioni e ideali più alti: «I brand», dice uno di loro, «sono più potenti di molte nazioni del mondo e vorrei che non fossero sempre i cattivi a scegliere cosa questi brand debbano dire (e fare)».

A questi giovani non ho consigli particolari da dare: se li danno già tra loro, e se leggono tra le righe di questo articolo capiscono al volo cosa può essergli utile. Alle scuole, invece, un consiglio molto pratico: far esercitare gli allievi sulle tecniche di autopromozione: cosa fare e cosa evitare per trovarsi un lavoro. Gli stage sono utili ma non bastano più: specialmente se non sono remunerati, e a maggior ragione se si protraggono oltre i tre mesi senza aver prodotto un contratto decente.

Il resto è su Bill 07.

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