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DA BILL 11: LO SPORT CHE CAMBIA LA VITA
Giulia Romano

Alvaro Sotomayor, direttore creativo di Wieden & Kennedy Amsterdam, racconta su Bill 11 la campagna Powerade realizzata in occasione della FIFA World Cup. A un testimonial famoso vengono affiancati cinque brevi documentari su atleti non professionisti. Uno di questi è Nico Calabria, nato con una gamba sola, che rifiuta di fermarsi davanti a qualsiasi ostacolo. Un invito a scoprire la grandezza nelle avversità.

Nella vostra campagna lo sport non è più intrattenimento, ma un modo per realizzare la propria personalità. Qual era il brief del cliente, quanto era vicino alla vostra idea finale?

Devi considerare che la campagna Powerade si focalizza non soltanto sui novanta minuti della finale del Campionato mondiale, ma anche sulle novanta milioni di altre partite in gioco in tutto il mondo nei quattro anni tra una coppa del mondo e un altra. Siamo convinti che il calcio, giocato a qualsiasi livello, abbia un’importanza universale. È questo che rende il brief diverso. Alla fine, è una realtà che ha rivelato più di quanto ci aspettassimo, è stata una sorpresa.

Wieden & Kennedy è l’agenzia di Powerade ma è anche l’agenzia storica di Nike. Che visione dello sport accomuna questi due marchi?

La convinzione che ogni essere umano abbia un suo potenziale e che lo sport sia il miglior strumento per scolpirlo: ecco cosa unisce questi due brand sportivi. Entrambi ti danno la forza di superare ogni avversità.

La storia di Nico Calabria è incredibile. Come l’avete scoperta?

Nico è l’emblema definitivo della campagna di Powerade. La sua grinta, la forza che dimostra nell’affrontare le avversità è davvero notevole. Lo abbiamo trovato nel corso della nostra ricerca degli atleti più motivati di tutto il mondo. E trovare il cast migliore, con l’atteggiamento giusto e un’esperienza alle spalle, è stato un processo lungo e difficile. Ognuno dei ragazzi della nostra campagna aveva una montagna enorme da scalare, sia essa fisica o mentale, ma tutti, e soprattutto Nico, sono esempi viventi di atleti che non mollano mai.

Come ha accolto la vostra proposta? Potete raccontarci come ha vissuto il suo ruolo da testimonial?

Nico e la sua famiglia hanno supportato l’iniziativa pienamente e fin dall’inizio. Nico è anche un oratore, un motivatore a tutto tondo, una persona fantastica. Per questo è stato scelto, per essere un modello d’ispirazione per gli altri, affinché ciascuno possa scoprire la propria grandezza. Il merito è da attribuire ai suoi genitori, al loro sostegno e alla loro motivazione, giorno dopo giorno. Lo si può vedere nel commercial: il suo papà lo ha filmato e lo ha intervistato ogni anno della sua vita. Attraverso questo ricco repertorio si può ammirare il ruolo fondamentale che hanno ricoperto i genitori nell’aiutare Nico a diventare l’uomo che è oggi.

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In passato, la pubblicità ha enfatizzato la bellezza e la perfezione fisica escludendo i disabili. Cosa sta cambiando?

Viviamo in un mondo che spinge con forza per riconoscere il potere di ogni individuo di poter creare il cambiamento. Ed è in questo stesso mondo che vive il pubblico dei nostri clienti. La gente vive di azioni, non di parole. E imparare da questi ragazzi così incredibili, rende i nostri problemi normali davvero futili. Persone come Nico, Marcelo, Eric, Habou e Karlota… sono fonte di ispirazione per andare avanti e poter superare con forza e coraggio ogni avversità.

Qualche scettico potrebbe pensare che state facendo leva su una persona disabile per rendere più “appetibile” un brand. Come rispondete?

Io dico che stanno guardando il dito e non dove esso stia indicando. Powerade orgogliosamente sponsorizza “il perdente”, non quello che è ricco e pluripremiato, ma che ha la stessa passione di un giocatore professionista.

(…)

Continua su Bill 11.

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